Frullatore a immersione, le caratteristiche che deve avere

Comprarsi o regalare un frullatore a immersione è una bella idea per sbizzarrirsi in cucina e sperimentare piatti nuovi e sfiziosi. Sì, ma quale? Non si può acquistare a caso un prodotto dalla cui qualità dipende ciò che mangiamo, perché se è vero che gli ingredienti li scegliamo noi è altrettanto vero che è lui che deve lavorarli e se non lo fa al meglio la differenza si sente. L’invasione di mixer sul mercato, di tutti i tipi, prezzi e marche, non aiuta a chiarirsi le idee, anzi le confonde. Per non sbagliare e andare sul sicuro bisogna prima individuare quali sono le caratteristiche prioritarie che non devono mancare in un frullatore a immersione.

Quali sono gli elementi irrinunciabili che un buon frullatore deve necessariamente avere? Fra i fattori che attengono alla maneggevolezza e alla praticità nelle fasi ‘work in progress’ sicuramente l’impugnatura, che dev’essere innanzitutto ergonomica e anti-scivolo per consentire a chi lo manovra la massima autonomia dando una piacevole sensazione di fluidità e leggerezza. I migliori modelli in commercio permettono una manovrabilità anche solo con una mano, tanto sono impugnabili con facilità senza appesantire. La potenza del wattaggio impone di puntare i riflettori sul motore, che è l’anima del mixer, un buon wattaggio parte da 600w in su, se è meno c’è da aspettarsi di restare in panne mentre si tenta di tritare un ingrediente più tosto, quindi occhio! La velocità è un altro fattore che determina il livello di performance del mixer.

La stragrande maggioranza dei modelli presenti sul mercato ha due o tre gradi di velocità, il normale e il turbo, ma nei modelli professionali e tecnologici salgono fino a dieci. Che dire delle lame? Fondamentali in un frullatore. Il numero oscilla fra due e quattro, meglio in acciaio affilate a puntino che in plastica a rischio di spuntature in corso d’opera. A proposito di plastica, è proprio questo il materiale più economico, se si vuole un buon frullatore sarebbe da evitare a vantaggio dell’acciaio inossidabile, ma dato il grande utilizzo che ne fanno quasi tutti i produttori bisogna pazientare e farsene una ragione.